Risposta dell’On. Roberto Fiore – Forza Nuova

Posted by Redazione 20 febbraio 2013 0 Comment 897 views

Questionario

Pur riconoscendo che lo Stato ha necessità di riscuotere tributi, cosa ne pensa dell’attuale sistema di riscossione?

L’attuale sistema di riscossione incoraggia, di fatto, l’evasione fiscale; pensiamo al meccanismo giacobino degli studi di settore che si vuole estendere anche alle famiglie con il cosiddetto redditometro. L’idea di fondo è che la colpa della crisi sia del singolo evasore che diventa così il nemico pubblico numero 1, quando i veri responsabili della crisi sono ben altri: banche private e potentati finanziari. La scure del fisco dovrebbe colpire le rendite non derivate dal lavoro, gli immobili sfitti, i terreni incolti.

Riteniamo necessaria l’introduzione d’un sistema fiscale semplificato a tre aliquote che, tenendo conto degli effettivi e necessari costi sostenuti dalle famiglie consenta loro una più ampia possibilità di detrazione ai fini del calcolo dell’imposta sul reddito, finora considerato nella sua contabile astrattezza ma non nella sua realtà, evitando in tale maniera intollerabili fenomeni di duplicazione dei tributi e sfavorendo in tal modo l’evasione stessa.

Nell’attuale contingenza economica, cosa pensa, ad esempio, del caso di una persona cinquantenne espulsa dal sistema lavorativo e che suo malgrado è in ritardo con i pagamenti dei tributi, che viene sottoposta a continue azioni forzose da parte di Equitalia? Si potrebbero prevedere delle moratorie o dei correttivi per tali situazioni?

La nostra concezione dello Stato prevede che in casi del genere sia doveroso introdurre non solo dei seri correttivi, ma agire all’origine del problema arrivando a concepire in certi casi la totale esenzione dal pagamento dei tributi, bisognerebbe farlo capire, però, a chi chiede il pagamento dell’IMU ai terremotati.

Sicuramente è a conoscenza della situazione in cui si vanno a trovare le persone che hanno delle pendenze con Equitalia. Verso questi cittadini l’esattoria attiva delle azioni forzose che sfociano spesso in pignoramenti presso terzi, generalmente istituti di credito o creditori. L’effetto immediato in alcuni casi è la revoca dei fidi, determinando situazioni di disperazione. Lei ha idea di quanti italiani sono in queste condizioni e pensa che siano necessarie delle correzioni legislative a questi meccanismi?

L’intero sistema dell’erogazione del credito va ripensato riformando il sistema bancario in modo che si distinguano chiaramente le finalità degli istituti finanziari occorre ispirarsi alla LEGGE BANCARIA DEL 1936 essa prevedeva che la raccolta del risparmio e l’esercizio del credito sotto qualsiasi forma fossero funzioni di interesse pubblico, ecco perché parliamo di nazionalizzazione delle banche. In questo contesto rinnovato, nessuno potrebbe subire simili drammi personali, ottenendo tassi maggiormente agevolati alla fonte e un trattamento più equo in fase di riscossione. Oggi si tende, però, a salvare le banche dal fallimento non curandosi dei fallimenti di chi è debitore nei loro confronti. Alla radice di tutte queste problematiche va posta, però, la nostra dipendenza in termini di sovranità monetaria dalla BCE che presta il denaro come se fosse un bene in sé, quando esso ha un valore puramente convenzionale; ciò crea la parte più consistente del debito pubblico e l’alibi che “impone” ai cittadini l’innalzamento della pressione fiscale fino agli attuali, insopportabili, livelli.

Ritiene giusto che Equitalia proceda al pignoramento della prima e unica casa spesso anche per il recupero di cifre irrisorie?

Non solo è ingiusto, ma criminale. La prima casa, secondo noi, non va nemmeno tassata, pignorarla è impensabile. Si tratta di un diritto fondamentale, paragonabile al diritto che ognuno di noi ha a respirare.

Ritiene giusti i tassi d’interesse e aggi che vengono applicati dagli esattori?

Gli attuali tassi d’interesse sono tassi usurai. Con il ritorno alla moneta nazionale di proprietà dello Stato, il costo del denaro scenderebbe notevolmente permettendo una rinegoziazione di tutti i tassi derivanti dall’attuale alto costo del denaro.

Ritiene che si debba mantenere e appoggia l’atteggiamento vessatorio dello Stato che da una parte non onora i debiti verso le imprese e dall’altra pretende dal debitore puntualità anche a costa di far chiudere l’attività e far perdere posti di lavoro?

Ovviamente no, l’Italia è un Paese che si regge in gran parte, o sarebbe meglio dire si reggeva, sulla forza della piccola e media impresa, oggi ridotta alla disintegrazione a causa di scelte antinazionali, si pensi alla supina accettazione antidemocratica di tutti gli accordi sovranazionali che tendevano alla deregolamentazione dei mercati, che una classe politica asservita ad interessi estranei e ostili ha avallato in modo sconsiderato.

A causa del sistema di riscossione di Equitalia spesso le imprese si trovano sull’orlo del fallimento. Ha un’idea su quale possa essere la strada per una migliore giustizia fiscale?

Forza Nuova propone, in sintesi, questa strategia complessiva: ritorno alla Sovranità monetaria, con una graduale uscita dal circuito Euro, e rifiuto del debito pubblico, Banca d’ Italia nazionalizzata. Si torna alla Lira in regime di sovranità monetaria, si esce dal ricatto bancario e si supera la crisi. La tassazione sui redditi di privati ed imprese va dal 10% al 20% al massimo per le imprese.

On. Roberto Fiore

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Alex Guzzi, giornalista pubblicista, è nato a Milano, dove ha frequentato il liceo classico e la facoltà di scienze agrarie. Traduttore dall’inglese e già autore di manuali tecnici, ha iniziato l’attività giornalistica nel 1991...

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