Risposta dell’On. Alfonso Papa – PDL

Posted by Redazione 8 febbraio 2013 0 Comment 1006 views

PDLQuestionario

Ritiene che il sistema giudiziario Italia soffra di questo male?

La malagiustizia è una realtà quotidiana per milioni di famiglie che restano inchiodate per anni a un processo senza fine, e per quasi settantamila detenuti che scontano sulla propria pelle la barbarie di un sistema carcerario al di fuori di ogni standard di civiltà.

Ritiene che questo problema sia legato alla mancanza della responsabilità civile e penale degli amministratori di giustizia?

Che la magistratura italiana sia l’unica categoria esente da qualunque tipo di responsabilità, disciplinare civile professionale, è un fatto. Dal 1988 ad oggi sono state soltanto 4 le condanne effettivamente comminate nei confronti di un magistrato per dolo o colpa grave. E’ un dato allarmante perché laddove non c’è responsabilità vige di fatto l’arbitrio di chi dispone, nel bene e nel male, di un potere immenso sulla libertà e sulla reputazione dei cittadini.

In quale misura la malagiustizia è influenzata dall’inefficienza delle sedi giudiziarie e dall’inerzia di taluni magistrati?

In misura considerevole. Anche a distanza di poche decine di chilometri, si possono trovare uffici giudiziari efficiente e funzionanti, ed uffici completamente fuori controllo. La gestione delle risorse umane e l’organizzazione del lavoro sono elementi fondamentali e dipendono indubbiamente dalle figure apicali di ciascuna sede.

Secondo Lei i doppi incarichi di molti magistrati pesano sulla struttura giudiziaria?

Credo che pesi soprattutto sulle tasche dei contribuenti la doppia remunerazione, un vero schiaffo in faccia alla gente comune che fa fatica ad arrivare a fine mese. Si è fatto un gran parlare, talvolta a ragione spesso a torto, sui costi esorbitanti della cosiddetta “casta” politica. Non c’è però la stessa attenzione sui privilegi e sulle prebende, quelli sì davvero esorbitanti, di cui beneficiano magistrati con doppi e tripli incarichi. E’ materia che non appassiona neppure i giornalisti più scrupolosi.

Ritiene gli impegni politici, più o meno indiretti, compatibili col lavoro del magistrato?

Il magistrato non deve solo essere ma anche apparire imparziale. Non apprezzo i salti da un campo all’altro. Le porte girevoli mettono a dura prova la credibilità della magistratura. Io sono stato magistrato, poi parlamentare. Non reputerei opportuno un mio ritorno nelle aule di tribunale. Ricordo che Ingroia è in aspettativa mentre Grasso si è dimesso dalla magistratura. E’ questione di stile.

Non crede che le partecipazioni retribuite a corsi e convegni possano andare a scapito della normale attività lavorativa dei magistrati?

Non mi sembra una questione dirimente.

Quali ritiene debbano essere le priorità del sistema giudiziario?

Le priorità sono, da una parte, l’accelerazione dei processi e, dall’altra, la deflazione della popolazione carceraria. A tal fine ritengo che un provvedimento di amnistia potrebbe essere il volano per azzerare l’esistente, liberare le scrivanie dei magistrati e ridurre sensibilmente il numero dei detenuti nelle carceri italiane. L’amnistia sarebbe ovviamente limitata a determinate categorie di reato, comunque al di sotto dei quattro anni. Dai numeri sappiamo che il tasso di recidiva per chi ha scontato la pena con misure alternative si aggira attorno al 30 percento, mentre sale al 70 percento per chi sconta la pena in carcere. Non esagero se dico che oggi per garantire la sicurezza dei cittadini bisogna ridurre il ricorso al carcere. Ricordo in ultimo che per il 40 percento dei detenuti attualmente reclusi nelle galere italiane non si può parlare neppure di “pena” trattandosi invece di carcerazione preventiva. In altre parole, ci sono 27mila detenuti in attesa di giudizio, e la metà di questi sarà riconosciuta innocente. Limitare drasticamente il ricorso alla custodia cautelare in carcere è oggi urgente.

Lei crede che l’azione di volontariato condotta dall’AIVM possa essere utile alla società e alle persone non colpevoli lasciate alla propria disperazione ?

Certo, si tratta indubbiamente di un’azione meritoria e lodevole.

Ha avuto modo di leggere o avere notizia del quotidiano Labruttitalia, organo di stampa dell’associazione AIVM?

Non ne avevo avuto notizia prima.

On. Alfonso Papa

 

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Alex Guzzi, giornalista pubblicista, è nato a Milano, dove ha frequentato il liceo classico e la facoltà di scienze agrarie. Traduttore dall’inglese e già autore di manuali tecnici, ha iniziato l’attività giornalistica nel 1991...

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