Nuovo quesito ai politici italiani

Posted by Redazione 16 luglio 2013 0 Comment 1746 views

Abbiamo chiesto ai parlamentari italiani a chi può chiedere aiuto e assistenza una persona che si ritiene vittima di malagiustizia.

Al Prefetto? Al Questore? Al Ministero di Grazia e Giustizia? Al Sindaco? Al Presidente del Tribunale? Allordine forense? Allordine dei giornalisti? Alla Chiesa? Alle associazioni di volontariato, specifiche nel campo della giustizia? Al difensore civico? A chi?

Risposta dell'On. Valentina Vezzali - Scelta Civica per l'Italia (campionessa olimpica)

Gentile Signor Caizzone, lei ha costituito una importante associazione che si mette a disposizione di tutti quei cittadini che pensano di essere vittime di malagiustizia. Rivolgendosi a suddetta associazione potranno rappresentare le proprie istanze. Le domande che ha posto sono legittime ma sono certa che  lei in qualità di Presidente sa dove e a chi rivolgersi.

Le auguro buon lavoro

Cordialmente                

La segreteria

R. Del Regno

Risposta del Sen. Dario Stefàno - SEL

Gentile Presidente,
Lei mi pone una questione delicatissima, che come presidente di una associazione che si occupa delle vittime di malagiustizia chissà quante volte ne ha sperimentato  di persona la complicatezza, non solo giuridica.
E poiché il tema tocca la vita di persone in carne ed ossa, sento la responsabilità di non risponderLe con la freddezza di una email magari ricorrendo a frasi di circostanza, che peraltro non acquieterebbero le nostre rispettive coscienze. Al contrario.
Per questo La invito, se ritiene, a prendere contatto con la mia segreteria (………….) al numero …………….., per fissare un incontro, nel quale avremmo la opportunità di approfondire meglio ed in maniera più circostanziata la delicata questione.

Con i migliori saluti.

Dario Stefàno

Risposta del Sen. Andrea Cioffi - M5S

Trovo la Sua domanda vaga alquanto.  

Vuole sapere se può impugnare la sentenza?

Di quale giurisdizione parliamo?

Quale problema lamenta?

E’ un problema di responsabilità del magistrato?

Riguarda la eccessiva lunghezza del processo?

Riguarda un procedimento amministrativo?

Non sarebbe meglio chiedere un incontro, semplicemente?

L’eccesso di originalità non sempre paga.  

Cordiali saluti

Risposta del Sen. Salvatore Margiotta - PD

Non lo dica a me….Comunque, in teoria al Presidente della Repubblica.  

Prof. Ing. Salvatore Margiotta

Senatore

Vicepresidente Commissione Vigilanza Rai

Componente Direzione nazionale PD

Risposta del Sen. Marco Scibona - M5S

Egregio Sig. Caizzone,

che io sappia ci sono vari modi per combattere la mala giustizia. Esiste una legge per la responsabilità civile dei magistrati n. 117/88 e la legge per l’equa riparazione per l’eccessiva lunghezza dei processi (altrimenti detta legge Pinto).  

Vi sono, inoltre, altre residuali possibilità da esplorare, ma non mi è chiaro il Suo intento.

Spero di esserLe stato d’aiuto.

Distinti saluti.

Sen. Marco Scibona

Risposta del Sen. Alessandra Mussolini - PDL

Gentile Signor Caizzone, 

mi scuso per il ritardo con cui posso risponderLe.

E’ evidente che il concetto di essere “vittime di malagiustizia” è un po’ vago.

L’ordinamento prevede risarcimenti per l’ingiusta detenzione, ad esempio, ma a decretare l’ingiustizia avvenuta deve essere comunque un Magistrato. Se si vuole contestare l’esito di una sentenza, sa bene che la Legge prevede tre gradi di giudizio (più un quarto, alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, applicabile soltanto in alcuni particolari casi).  

Una volta giunti alla chiusura del percorso processuale, le decisioni del magistrato sono inappellabili, per questo non esiste nessun Organo che possa far fronte ad un presunto torto perché, di fatto, la Legge ha stabilito che torto non c’è stato durante il procedimento che ha portato alla condanna.  

E’ ovvio che la perfezione non è di questo mondo e che possano verificarsi, anche se raramente, delle sentenze ingiuste o totalmente sbagliate, come avvenne ad esempio durante il processo Tortora.

Ma per dichiarare ingiusta una sentenza, occorre un’altra sentenza, per cui un nuovo processo basato su nuovi elementi non emersi al momento del primo provvedimento.

Cordiali saluti

Alessandra Mussolini    

 

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